Storie di uomini che indossano i collant – puntata 1.

Questo blog ha molti lettori “uomini” con l’amore per i collant, non solo nel vederle, ma anche nel comprarli e nell’indossarli e sono, devo ammetterlo, anche i lettori più attenti e preparati in materia. Spesso mi sono chiesta perché c’è questa passione e da dove nasce, spesso mi ritrovo a parlarne con loro, che mi scrivono e mi chiedono consigli.

Sono felice quando leggo le loro parole, le confessioni, la passione nel nylon che forse non tutti e tutte possono comprendere a pieno. Ed è solo con un confronto diretto con chi ha questa passione “un po’ sopra le righe” che forse possiamo capirne un po’ di più. In questi ultimi mesi mi hanno scritto in molti e ho preso in prestito le loro dichiarazioni per raccontare questa passione, per cercare di capirla meglio.  Dietro ognuno ci sono gusti, bisogni e motivi diversi che portano a sceglier i collant sotto i pantaloni al posto dei calzini.

Per molti e molte questo mio post potrà sembrare surreale, provocatorio o anticonvenzionale. Non voglio essere niente di tutto ciò, ma solo testimonianza di una tendenza, chiamiamola così, che esiste e non è una moda degli ultimi giorni. Forse molti di voi rimarranno stupiti, ma vi chiedo di non essere né scandalizzati né di prendere posizione. Ognuno ha i propri gusti, le proprie idee, anche io ho i miei, ma non amo giudizi gratuiti, non mi piace chi disprezza. Sono curiosa e mi piace capire, lasciando ad ognuno la libertà di esprimere la propria personalità come meglio crede. Per me le calze sono femminilità, sensualità, sono strumento di seduzione e mi spiace sapere che molte donne sono lontane da questa visione. Pensate che così come esistono donne che non hanno mai indossato un reggicalze o un’autoreggente (e io rimango basita da ciò) esistono uomini che scelgono i collant.

C’è chi lo fa per un esigenza di crossdressing – come Antony (i nomi sono inventati per una questione di privacy) – che ama l’intimo femminile, la lingerie, i tacchi, i vestiti e ovviamente le calze. Come lui stesso racconta: “E’ una passione che coltivo, come molti, dall’età delle scuole medie, cominciata con la curiosità di indossare l’intimo di mia sorella, che ricercavo nella cesta dei panni sporchi quando capitava di essere in casa da solo. Ovviamente l’eccitazione era tanta e con gli anni questo contesto fetish non mi ha mai abbandonato. Oggi una parte del mio guardaroba è dedicata a questa passione femminile. Adoro e invidio le donne che possono sfoggiare in modo naturale la propria femminilità con un’infinità di accessori che le rendono estremamente belle e irresistibili. Eppure non tutte le donne sanno valorizzarsi, anche quelle che avrebbero grandi potenzialità”.

Una riflessione che spesso faccio anche io, anche perché molti di questi maschietti sono più preparati in materia e attenti nelle scelte di molte donne. E non pensate che ci sia di mezzo l’omosessualità, tutt’altro, tutti quelli che ho incontrato in questi anni di blog sono etero e hanno delle compagne, alcune ignare, ma la maggior parte condividono con complicità questa fantasia e bisogno.

C’è chi mi scrive: “Salve, sono etero, e la mia ragazza mi ha ormai da due anni fatto abituare a mettere i collant da donna, le trovo comode, volevo sapere se ci sono dei collant unisex” oppure  “Ho una compagna a cui non piace questo contesto, ma non è turbata delle cose riposte nel mio armadio. Sa che ogni tanto ho bisogno di questo sfogo: quando non lei non c’è e io ho delle giornate libere, mi godo la casa in versione Lady”.

Alla domanda perché voi uomini usate i collant la risposta è più scontata di quanto possiate credere: “i collant son comodi, morbidi, aiutano la circolazione delle gambe, tengono caldo”. La parte funzionale vince sulle motivazioni più “stravaganti”, poi dai racconti personali vengono fuori legami forti al mondo dell’eros, a bisogni psicologici di comfort e sicurezza, ad un senso di proibito o di complicità con la propria donna.

Esibizionismo? Direi di no, quello lo troviamo nei oggetti che amano il travestitismo, ma lo fanno da soli tra le parti di casa, e chi indossa quotidianamente i collant lo fa sotto i jeans, i pantaloni o la tuta, ma non mette di certo la gonna. Insomma in ognuno di loro c’è molto riservo, un segreto da custodire, che li rende speciali da un certo verso e da un altro criticabili (e di questo loro ne sono coscienti).

Questa è la storia di Carlo (sempre nome inventato): “Io ho iniziato per gioco a indossare i collant alle scuole medie, vedendo le ragazze mi attraevano molto, dopo diversi anni ho conosciuto l’attuale ragazza è lei ha accettato questa cosa, condividendo con me questa passione. La nostra è una vera passione per le calze, ne compriamo insieme tantissime. E ammetto che è stata lei ad aiutarmi a non aver vergogna nel mettere i collant”.

E il nostro amico Carlo è un ragazzo fortunato da questo punto di vista. C’è poi chi lo fa per motivi di salute: vene varicose e circolazione, chi lo fa perché è bello sentirsi protetti e anche un po’ costretti, perché mi piace la sensazione della lycra sulla pelle. Dietro a ognuno ci sono tante spiegazioni e motivi, così come dietro a ogni donna non c’è mai un solo motivo perché sceglie di avere uno stile o un altro, di usare i tacchi o le scarpe basse, i calzini o le autoreggenti. Detto ciò spero di non aver urtato la sensibilità di nessuno, ma come sempre mi piace condividere il mondo calze che è fatto anche di questa realtà. Spero di leggere nuove testimonianze e di poter scrivere qualcosa di nuovo.

A presto, vostra Madame G

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